Alla scoperta della Fondazione Achille Castiglioni

Alla scoperta della Fondazione Achille Castiglioni

Il nome dell’architetto, anche fondatore dell’ADI (Associazione per il disegno industriale) è carico di significato, porta con sé, non solo una grande storia personale, ma anche un’attività professionale ricca e intensa. Tutto ciò si traduce in un continuum a cui egli ha dato inizio quando era in vita e che tutt’oggi ruota intorno al suo personaggio.

Se nel passato Achille Castiglioni era considerato un progettista ricco di esperienza professionale, oggi può essere raccontato, ricordato e rappresentato attraverso la sua vita e il suo lavoro, che hanno avuto un grande effetto sul contesto sociale. Egli è riuscito ad entrare non soltanto nel grande mondo dei designer di successo, ma anche nella dimensione domestica delle persone più umili, in un modo semplice, modesto e rispettoso. Tutto questo è stato possibile grazie alla sua filosofia di oggetto semplice e funzionale, poco costoso, pratico e, solo in un secondo momento, bello esteticamente.

Un buon progetto non nasce dall’ambizione di lasciare un segno, il segno del designer, ma dalla volontà di instaurare uno scambio anche piccolo con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da noi progettato.

Achille Castiglioni

Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti negli anni: tra il 1955 e il 1979 vince sette premi Compasso d’oro; alla Triennale vince numerosi premi: nel 1947 una Medaglia di bronzo, nel 1951 e nel 1954 un Gran Premio, nel 1957 una Medaglia d’argento ed una Medaglia d’oro, nel 1960 una Medaglia d’oro e nel 1963 un’altra Medaglia d’argento. Ricordiamo alcune delle sue creazioni come: la lampada Arco, la sedia Irma o il famoso interruttore a bilanciere.

Progetto Achille Castiglioni designer italiano forchetta stampo studio fondazione centro Milano
Progetto di Achille Castiglioni di una forchetta e accanto lo stampo della stessa

Tuttavia, con la sua morte si è assistito ad una vera e propria rottura: era necessario decidere se chiudere lo studio o ricominciare costruendo una nuova realtà. Questa crisi è durata poco e si è conclusa nel momento in cui la famiglia ha deciso di trasformare e rinnovare l’attività aprendo lo studio al pubblico. Nel gennaio 2006, gli eredi dell’Architetto hanno firmato un accordo quinquennale con la Triennale di Milano (ente istituzionale presente nel consiglio amministrativo della Fondazione), la quale ha contribuito economicamente, affinché lo Studio divenisse anche Museo e continuasse il suo articolato lavoro di archivio.

Così, è subentrato un importante cambiamento, inteso come congelamento dello studio di architettura quale realtà progettuale, operativa e tecnica, e fondazione di una realtà più sociale.

La Fondazione ha come scopo principale quello di catalogare, ordinare, archiviare, digitalizzare i progetti, i disegni, i modelli, le conferenze, gli oggetti, i libri, le riviste: insomma tutto il mondo dentro il quale Achille Castiglioni ha lavorato durante più di 60 anni di attività, prima con il fratello Pier Giacomo, poi dal 1968, da solo.

Questo lavoro è stato avviato grazie all’aiuto della storica collaboratrice dell’architetto, Antonella Gornati, che rappresenta il filo conduttore tra il vecchio e il nuovo: alla morte di Achille Castiglioni tutto il suo pacchetto di esperienze viene congelato facendo di lei l’archivio storico e umano della fondazione, al servizio di una realtà conservativa. Si è trovata ad affrontare una situazione che evolveva velocemente ed alla quale si è dovuta adeguare. Questo ha prodotto un cambiamento rilevante nella sua mente ed ha implicato la necessità di reinventare se stessa e il suo ruolo.

studio disordinato designer italiano Achille Castiglioni fondazione centro  Milano
Prima stanza, il cuore dello studio, in cui sono conservati i prototipi e i modellini

La Fondazione Achille Castiglioni esiste dal 2011, grazie al senso che i suoi figli le hanno dato: mantenere in vita il loro papà, non come designer molto stimato, ma semplicemente come “papà”, un uomo da cui prendere esempio.

Questo lo si evince dalle visite guidate, poco seriose e standardizzate, ma molto calorose, naturali, plasmate sulle persone: più che in uno studio-museo, sembra di essere accolti nella loro dimora. Questo modo di fare, fa sentire i visitatori a proprio agio: per un’oretta il tempo si ferma e si ascoltano le storie che vengono raccontate, storie serie di progettazione, ma rese vive dal lato umano del luogo e delle persone.

Tanti gli aneddoti: racconti dai quale emerge come il profilo del professionista si incastri perfettamente con quello dell’uomo che prendeva in prestito i giochi della figlia e li presentava ai suoi studenti, usandoli come materiale didattico. Infatti, era parte del suo metodo insegnare mostrando plastici, modelli oppure oggetti della sua collezione privata. Da grande funzionalista qual era, la manipolazione della materia era per lui imprescindibile in fase di progettazione.

sala riunione lampada snoopy studio designer italiano Achille Castiglioni fondazione centro Milano
Sala delle riunioni, sullo sfondo due lampade storiche del designer

I collaboratori della Fondazione, così facendo, stimolano l’interazione e i visitatori si sentono più liberi di esprimere le loro domande e curiosità. Durante la visita vengono mostrate le quattro stanze dello studio: nella prima sono conservati i prototipi e i modelli; nella seconda i tecnigrafi e molte curiosità; nella terza stanza sono conservati gli oggetti anonimi che Achille Castiglioni ha raccolto durante la sua vita e che utilizzava nelle lezioni al Politecnico di Torino e di Milano; infine, nella sala delle riunioni sono raccolti diversi oggetti che hanno fatto la storia del design in un ampio arco di tempo.

I fondatori hanno vissuto la riscoperta e la valorizzazione del passato come una sperimentazione: si è andati incontro ad un progetto totalmente nuovo, collaudato sulla propria pelle. È proprio il ritorno positivo del pubblico (più di 40.000 visitatori nel 2014), talmente alto, che ha portato alla decisione della famiglia Castiglioni di continuare a condividere con i visitatori, il luogo e le storie in esso custodite.

Per info e visite: fondazioneachillecastiglioni.it; Piazza Castello 27, 20121 Milano

One thought on “Alla scoperta della Fondazione Achille Castiglioni

  1. Bellissimo articolo, scrittura sobria di tipo narrativo e contemporaneamente informativo. Brava!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top