GucciFest: quando la moda incontra il cinema

GucciFest: quando la moda incontra il cinema

La collezione Epilogue di luglio, con 12 ore di diretta streaming, chiudeva la favola in 3 tempi di Alessandro Michele e suggellava il nuovo manifesto creativo della maison, magnificamente espresso negli Appunti dal silenzio. Come ben sappiamo però, dopo un epilogo c’è sempre un nuovo inizio, così Gucci ha dato vita all’Ouverture of Something that Never Ended, una collezione presentata da Alessandro Michele attraverso una mini serie in 7 episodi co-firmata da Gus Van Sant.

Il fashion designer di Gucci si è innamorato del lavoro di Gus Van Sant, regista di film come Will Hunting ed Elephant in cui venivano esplorate le inquietudini e l’adolescenza. Alessandro Michele ha affermato che quando vide My own private Idaho (in Italia Belli e dannati) aprì gli occhi su sè stesso: “Quel film è stato per me liberatorio – ricorda lo stilista – perché mi ha fatto capire chi ero in maniera ruvida, delicata, schietta e spiazzante. Gus ha liberato me e una parte di me: per questo potevamo collaborare e riuscire a vedere quello che vedevo io”.

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Foto by Paige Powell

Questi due artisti, insieme, sono riusciti a liberare la moda dicendo di no, in questo caso, alla ritualità delle sfilate e alla frenetica corsa che precede la loro preparazione.

La serie ha come protagonista l’attrice, artista e performer Silvia Calderoni, impegnata in una surreale routine quotidiana in diversi scenari di Roma, mentre incontra alcuni talenti e amici cari al brand. Tutto ciò sarà in questi giorni il fulcro narrativo del GucciFest, dove la moda incontra il cinema.

GucciFest è un innovativo festival che coniuga moda e cinema digitale in programma dal 16 al 22 novembre e attraverso il quale la maison fa evolvere ancora una volta il suo fashion storytelling e il modo in cui ci mostrerà i nuovi capi e accessori Gucci. Che saranno rigorosamente senza stagione (come aveva preannunciato Michele) e che saranno raccontati in maniera “strumentale” per essere funzionali a ben altro tipo di narrativa, che mette al centro la settima arte e risponde ai nuovi interrogativi che, nei mesi del primo lockdown, si erano evidentemente fatti strada nelle riflessioni dello stilista. Una nuova narrazione gioiosa più vicina alla vocazione espressiva del fashion designer, raccontata fondendo regole e generi, nutrendosi di nuovi spazi, codici linguistici e piattaforme di comunicazione.

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Foto by Paige Powell

Ecco, dunque, che durante il GucciFest la moda incontra il cinema, procedendo così di pari passo: si scelgono, si accolgono e si confrontano. Michele che è un grande appassionato di cinema – “sono cresciuto con la vecchia Hollywood e i film del Neorealismo” – lo definisce come l’imitazione della vita, e quindi i vestiti vengono liberati (nel primo episodio uno verrà ad esempio fatto volteggiare dal balcone) per farli vivere: “facendoli tornare indietro da dove vengono, dalla vita”.

Una nuova vita che qui è raccontata al suo interno, in ogni senso, una vita che scorre sì banale, ma che può rivelare delle epifanie inattese.

Per partecipare al GucciFest vi basterà scannerizzare il QR code della locandina qui sotto per accedere al programma e alla manifestazione aperta a tutti. Inoltre per scoprire più informazioni sul GucciFest e su come vedere gli episodi clicca qui .

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