La Casa: Spazio poetico

La Casa: Spazio poetico

Che rapporto può esserci tra l’interno di una casa e la nostra essenza?

In che modo la casa è uno spazio poetico? La risposta a queste domande apre la strada ad un’infinità di riflessioni, ma su cui di frequente non viene posta l’attenzione. Ciò, forse, accade perché si è troppo assorbiti dalla vita frenetica, non si riesce a trovare il tempo utile e ci si affida al design di massa che pare offrire soluzioni pronte all’uso e oggettivamente piacevoli, senza sforzo immaginativo.

Avere una casa non sempre significa abitarla, considerando i ritmi che si hanno quotidianamente, viene meno il senso filosofico attribuito ad “abitare“, in cui questo termine implica il conoscere e il fare proprio un luogo, così come conoscere se stessi ed accettarsi vuol dire “abitarsi“.

Durante questa quarantena stiamo conoscendo gli spazi forse ancora ignoti, li stiamo vivendo per la prima volta, modificandoli e rendendoli nostri. Come una convivenza forzata, che dopo i primi giorni di resistenza, ti porta a conoscere il lato più intimo dell’altro, stiamo assaporando la casa come spazio poetico.

Stiamo scoprendo che la casa si evolve insieme a noi ed è espressione della nostra essenza. E’ per questo che il modo di prendersene cura e di scegliere ciò che la caratterizzerà vuol dire prestare attenzione a ciò che succede dentro di noi.

Ognuno di noi vive il proprio spazio-casa in maniera differente, e se è vero che ad un ambiente disordinato corrisponde una personalità creativa, è vero anche che la casa è il luogo in cui mettiamo in scena la nostra vita. Così, anche il disordine può essere curato nel dettaglio per consentire alle idee di fluire liberamente pur mantenendo un legame con il concreto.

Casa spazio poetico con un vinile e un giradischi dei cactus e una lampada

Attraverso oggetti posizionati in maniera apparentemente casuale indirizziamo la nostra mente verso precise direzioni: non è un caso se i libri più introspettivi si trovano di solito sul comodino, quasi come dovessero prepararci ad affrontare i sogni notturni; le riviste che si prendono sul serio ma non troppo nel soggiorno e gli inserti che parlano della vita culturale cittadina a fianco al tavolo della colazione, a dirci che abbiamo davanti una giornata di lavoro ma la vita è bella quando c’è un mondo tutto da scoprire a portata di mano.

Giorno dopo giorno stiamo imparando ad analizzare gli spazi della nostra casa, guardandoli con occhi nuovi e rendendoli più simili a noi: lasciando un bollitore sui fornelli spenti, un libro sul tavolino del salotto, una candela in bagno, un giradischi con un disco su, un oggetto abbandonato in un angolo della casa, può essere stato poggiato lì per diversi motivi, qualunque sia la ragione si tratta di un disordine in cui ci ritroviamo e che è “nostro“, ci rispecchia e ci coccola. In tutto ciò si ritrova lo spazio poetico che ci appartiene, che è casa.

La nostra casa ha stanze, porte e cassetti tanto quanto la nostra mente, possiamo scegliere di lasciarli aperti e decidere chi e cosa farci entrare, possiamo chiuderli quando l’unica voce che abbiamo bisogno di ascoltare è quella dentro di noi ma non potremo mai illuderci di stare bene se non impariamo ad “abitare”.

5 thoughts on “La Casa: Spazio poetico

  1. Grande la capacità di descrivere luoghi esterni ed interiori con pennellate dense di colori ed emozioni.

    Brava Francesca,continua a tenerci compagnia alleggerendo questo momento sospeso

  2. Credo che scegliere l’arredamento giusto sia fondamentale per il nostro “benessere”, un po’ come scegliere il proprio vestito. In questo caso dovrai viverci sempre.

  3. La mia casa mi rappresenta ed è davvero un casino, più delle volte. Non riesco a tenerla ordinata come non riesco a tenere ordinato i miei pensieri. Dal giugno la mia vita cambierà, e dovrò fare ordine dentro di me, grazie a questo tuo articolo ho deciso che mi prenderò 15 giorni “sabbatici” per farlo, per organizzare la mia mente e il mio nido, prima di ripartire. Grazie

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