La libertà e la fluidità della Generazione Z

La libertà e la fluidità della Generazione Z

La Generazione Z, o Gen Z, è la generazione dei nati tra il 1997 e il 2012 ed è caratterizzata da una libertà ed una fluidità che la rende unica. Sono i primi a non aver conosciuto il mondo analogico, avulso dalle tecnologie moderne e dagli ambienti digitali. Questo aspetto ha sicuramente influito molto sulla loro quotidianità, i loro consumi e le loro aspettative.

Si tratta senza dubbio di una generazione decisamente multi-culturale. Sebbene pochi di loro siano già entrati nel mercato del lavoro, alcuni tratti sembrano differenziare già il loro approccio alla carriera da quello di altre generazioni. La Gen Z è più aperta a considerare in ottica globale le proprie carriere, nella scelta dell’azienda o del business per cui lavorare, considerando prioritari gli aspetti legati alla soddisfazione e alle opportunità di crescita personali.

Gli adolescenti di questa generazione sono più informati e meno propensi a correre rischi: lo dimostra, per esempio, un consumo di alcol e di sigarette nettamente in calo rispetto ai giovani degli anni Novanta. 

La Generazione Z appartiene ad una società libera dalle catene del giudizio altrui, in cui si può amare chi si vuole ed essere come si vuole, senza ruoli pre-costituiti. Le loro idee politiche, infatti, non possono prescindere dal supporto ai matrimoni omosessuali, ai diritti LGTBQ e alla gender equality.

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Le lotte sociali che si sono combattute per tanti anni hanno portato ad una Generazione Z caratterizzata da libertà e fluidità, e alla perdita di un’identità unitaria.

Si potrebbe dire che è nata una generazioneindefinita“, ognuno è libero di essere ciò che preferisce. Descriverà proprio questo aspetto la serie TV che debutterà il 9 ottobre in esclusiva per l’Italia su Sky e in streaming su NOW TV.

Nelle 8 puntate la serie ci farà conoscere il mondo dei protagonisti, Fraser e Caitlin, e delle persone che ruotano intorno a loro, mostrandoci il loro punto di vista su temi che oggi sono fondamentali: la loro sessualità e la lotta contro l’idea binaria di definizione di genere. I due giovani rappresentano il perfetto ritratto della generazione attuale, in altre parole “sono quello che sono”, senza necessità di definizione.

Una storia come tante che ogni giorno si ripetono in ogni parte del mondo, ma che in We Are Who We Are avviene in un piccolo scorcio di Stati Uniti in Italia.

“We Are Who We Are” si prepara già a diventare un fenomeno generazionale.

We Are Who We Are racchiude nel suo titolo un messaggio preciso: siamo quello che siamo. Quasi un mantra che possiamo semplicemente abbreviare in #WAWWA e che diventa la risposta perfetta all’esigenza e allo stato d’animo della nuova generazione.

Luca Guadagnino attraverso la sua visione ribalta tutti gli stereotipi. Osserva e racconta senza pregiudizi, nel modo delicato che lo contraddistingue, i misteri dell’adolescenza, portando sullo schermo personaggi caratterizzati dal desiderio di esprimere se stessi e le proprie scelte senza paura del giudizio altrui.

18 thoughts on “La libertà e la fluidità della Generazione Z

  1. Sono nata nel ’99 e mi riconosco appieno in questa voglia di libertà e uguaglianza anche se ho sempre avuto un certo fascino per “l’antico”, le lettere scritte, le cartoline o le macchine fotografiche analogiche!

  2. Cioè! (ops, esclamazione decisamente anni ’80), tu non hai idea di quanto io ami Luca Guadagnino! ‘Chiamami col tuo nome’ mi ha aperto un mondo. Se segui il mio blog noterai facilmente che non parlo d’altro, ahah!

  3. Classe ’88 fatico moltissimo a riconoscermi in questa ultima generazione che sento molto lontano da me… ha molto da offrire certo, ma manca anche ti molto altro… dunque sono #TeamGenerazioneZ? Non proprio… fiera della mia Generazione con la consapevolezza che anche noi avevamo molto da dire, ma nessuno ci ha mai ascoltato…

  4. Io, che sono ormai un'”anziana” rispetto alla generazione Z (classe 1980) noto molto una nuova coscienza ecologica e sociale in questa Gen Z. Spero di non venir smentita!

  5. Ho una figlia nata nei primi anni 2000, vedo molto di lei in questa descrizione, anche se spesso la libertà di essere come sei, si scontra spesso con l’apparire tipico dei social

  6. Sono nata nel 78 ma mi sento vicina alla nuova generazione. Vedo in loro grande senso di liberta. Credo proprio di guardarmi questa serie

  7. Proprio qualche giorno fa abbiamo affrontato in classe il tema “generazioni” mettendole a confronto e mostrandone similitudini e differenze. Proprio per questo sarei curiosa di vedere We are who we are.
    Maria Domenica

  8. Potrebbero essere miei figli i ragazzi di questa generazione, li frequento e conosco molto bene per lavoro e posso dire che, se da un lato hanno una forte coscienza in ambito ecologico. li trovo troppo schiavi dei social e poco inclini alla vera socialità.

  9. Su alcuni aspetti di questa generazione sono d’accordo, forse più fluidi, però dipende anche dalle persone, come sempre. Questa generazione mi sembra invece poco informata, almeno a vedere le interviste che fanno ai ragazzi, dove a livello culturale non siamo messi molto bene. Poi comunque vedremo più avanti gli effetti di queste nuove leve nel mondo. Forse guarderò il film.

  10. Non conoscevo questo film, ma sicuramente alcune libertà penso che siano state superate soprattutto dalla generazione 2000. Oggi la vera nuova generazione sta nascendo in un mondo ultra tecnologico.

  11. Sono nata 40 anni prima del 2012 e quindi verrebbe da dire che sono molto distante dalla generazione Z ma mi ritrovo con la generazione “indefinita“, dove ognuno è libero di essere ciò che preferisce. Quindi non è detto che non guardi la serie.

  12. Ho una meravigliosa nipote di questa generazione e la rivedo in ciò che descrivi. Mi sarà molto di aiuto guardare il film, per poterla magari capire meglio.

  13. Credo dipenda molto anche dall’ambiente in cui sono cresciuti. Moltissimi affrontano la vita in maniera libera, “fluida”, hanno un loro pensiero politico spesso ben definito e si interessano di ecologia e dell’ambiente in generale. Ma ci sono anche molti altri che di strada ne hanno ancora da fare, come in tutte le generazioni.

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